Oggi Domenico non scrive più.
È morto il 27 Dicembre 2015.
Ha continuato a comporre i suoi sonetti anche dopo la diagnosi di leucemia mieloide acuta, più ispirato che mai, come se la parola fosse diventata per lui una forma di resistenza; e in quella resistenza ha serbato intatto il suo amore per la famiglia, per i figli, le nipoti; per gli affetti più veri, che ha protetto e curato con lo stesso fervore con cui difendeva le sue idee. Ha espresso gratitudine ed affetto per i medici che l’ hanno seguito.
Ha custodito fino all’ultimo i suoi valori di uomo comunista, animato per tutta la vita da passione politica e da un animo profondamente altruista, con una fede laica e concreta, simile a quella cristiana perché fondata sulla condivisione, sulla dignità degli ultimi, sul rispetto dell’Altro.
Un uomo come lui non se ne va in punta di piedi: lascia rumore, lascia pensieri, lascia parole che divertono,fanno riflettere, o che danno fastidio a chi dorme comodo. E se da qualche parte c’è davvero un aldilà, di sicuro Domenico Cantore ha già cominciato a discutere, a scrivere e a dare una mano. Perché stare fermo non è mai stato il suo mestiere.





